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Proprietà intellettuale: tutto quello devi sapere per proteggere le tue idee


La proprietà intellettuale è composta dall’insieme delle opere dell’ingegno umano tutelate dalla legge: parliamo ad esempio di scritti, opere, invenzioni e progetti.

La proprietà intellettuale rappresenta una ricchezza inestimabile nella società e può interessare qualunque ambito: scienza, arte, letteratura, medicina e informatica. Per questo motivo la sua tutela rappresenta uno dei settori più importanti del diritto.

Cos’è la proprietà intellettuale?

Significa in sostanza essere proprietari di un’idea, di un progetto o di un prodotto: questa proprietà può portare di conseguenza alla possibilità di creare un’opera d’arte, costruire un meccanismo, sviluppare una teoria, perfezionare un farmaco. La mente e la creatività dell’uomo potenzialmente non hanno confini: è quello che consente al mondo di andare avanti e trovare soluzioni sempre nuove e funzionali. Questa è una risorsa preziosa e come tale va protetta.

Due sono gli aspetti, sotto il profilo giuridico, che contraddistinguono la proprietà intellettuale.

Il primo, che è quello che abbiamo accennato poco fa, è quello personale, il diritto d’autore, ossia il riconoscimento del diritto del singolo che ha avuto l’idea di essere tutelato come titolare e creatore dell’idea stessa. Il secondo aspetto, che è strettamente connesso con il precedente, è quello patrimoniale o di utilizzazione economica poiché essere riconosciuto autore di un’opera comporta anche essere l’unico ad avere il diritto di godere degli introiti patrimoniali ed economici che la commercializzazione di quell’idea può avere. I diritti di utilizzazione economica si prescrivono dopo 70 anni dalla morte dell’autore.

Quali sono le tutele legali?

La proprietà intellettuale è tutelata legalmente in due modi: attraverso il riconoscimento dei diritti morali derivanti dalla paternità dell’idea e attraverso la tutela degli introiti dovuti alla vendita di quest’ultima.

La proprietà industriale ha invece una specifica tutela legale, regolata dal codice della proprietà industriale: essa comprende i marchi e gli altri segni distintivi, disegni, modelli, invenzioni e informazioni aziendali di natura riservata. La proprietà industriale viene garantita dalla registrazione del marchio e del brevetto.

Questo tipo di tutela è riservata nello specifico alle invenzioni, mentre per le opere artistiche – compresi i programmi televisivi, la pubblicità e i prodotti informatici – la protezione è garantita dal copyright.

Qual è la differenza tra copyright e diritto d’autore?

I termini copyright e diritto d’autore sono utilizzati spesso come sinonimi ma in realtà si riferiscono a due normative molto diverse.

Il copyright si riferisce alla legge statunitense che tutela principalmente gli aspetti economici e quindi stabilisce i così detti diritti di copia, ovvero i diritti sulle riproduzioni dell’opera. Chi ottiene il copyright potrà gestire i suoi diritti in modo diretto ed autonomo, ad esempio consentendo ad una casa cinematrografica di realizzare un film dalla trama del libro che ha scritto.

Il diritto d’autore, che in Italia è regolamentato dalla legge 633/1941, si occupa anch’esso di questi aspetti ma pone attenzione anche ai diritti morali di autore: non è infatti mai possibile, neppure dopo che si sono ceduti i diritti economici ometterne il nome. Non indicare il nome dell’autore di un’opera o un prodotto è un’azione illecita che può avere conseguenze serie come dover pagare un ingente risarcimento danni.

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